Per un bel gioiello d’oro

Ci sono momenti nella vita che vanno suggellati con un gioiello, ovviamente rigorosamente in oro con l’eventuale inserimento di pietre preziose. Ma l’oro è oro, diceva orgogliosa mia nonna mentre mi regalava un collier per la mia comunione. A nove anni non riuscivo a comprendere bene nemmeno in che modo si possa indossare tanto metallo, e crescendo ho apprezzato sempre meno la simbologia rituale che attorniava l’oro.
Eppure a volte la natura è strana: non indosso gioielli ma solo prodotti di artigianato e bigiotteria, eppure devo star attenta: sono allergica al nichel e, ergo, a tutti i metalli – oro ovviamente escluso. Questa sarebbe potuta essere un’ottima scusa per intascare gioielli “veri”, eppure, non so perché, non ho mai amato indossare qualcosa di vistosamente prezioso. L’ostentare, il mostrare e dimostrare sono concetti molto lontani da me.
Oggi, poi, mi capita di leggere qualcosa un articolo tratto dal Observer Inglese, che riporta un’analisi sull’impatto ambientale che la spasmodica ricerca di oro sta causando. Un anello di medie dimensioni, causa qualcosa come 18 tonnellate di scarto e cinque di acqua. Le tecniche di estrazione, nelle miniere a cielo aperto, disperdono sostanze tossiche come l’arsenico. Per non parlare poi di quanto siano spesso impiegati bambini, agili e piccoli, per barcamenarsi in cunicoli angusti e miniere minuscole: gran parte delle riserve auree sono già stati estratti nel tempo, quel che ne rimane è davvero in profondità. In molti paesi del mondo i minatori vivono con meno di un dollaro al giorno.
Una situazione allarmante trainata, come spesso accade, dalla domanda del mercato: occasioni speciali da suggellare e regali con cui sbalordire costano, però, davvero troppo in termini umani e ambientali.
L’unico che può avere voce in capitolo è, già, proprio il consumatore: il rispetto di valori etici ed ambientali deve essere richiesto esplicitamente alle aziende, passando per i commercianti.

Oggi conservo ancora quel collier, è un ricordo caro che merita il giusto peso, ma non potrà mai valete quanto la coperta ricamata a mano da mia nonna.


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