Vi racconto TEDxMacerata 2/7

Sette interventi, sette storie, sette visioni, sette voci. Si perché le voci, che scandiscono i singoli slot da 18 minuti, sono la cosa che più mi porto dietro dal TEDxMacerata dello scorso 24 maggio, il primo a cui ho assistito dal vivo grazie a Radio Incredibile

33413500_205320060081115_1672344000297697280_o[1]Il secondo intervento ha un accento marchigiano: Emanuele Frantoni, docente dell’Università Politecnica delle Marche, fa una carrellata di idee, esperimenti, invenzioni e tecnologie partorite dalla mente dei suoi studenti. Ecco allora come lavorare sulla mobilità dei centri storici attraverso i “beacon” (dispositivi in grado di connettersi agli smartphone in prossimità), sulla cultura attraverso la realtà aumentata e come digitalizzare i testi antichi sfruttando, è il caso di dirlo, il sistema CAPCHA. Già, perché tutte le volte che vi hanno chiesto di dimostrare di non essere un robot, vi hanno anche chiesto (implicitamente) di decifrare e digitalizzare testi antichi e avete prestato la mente umana (l’unico elemento a non poter essere – ancora – sostituito completamente da una macchina) a Google Street view ogni qualvolta avete inserito un numero parte di un indirizzo.

 

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