Storie di viaggi e migrazioni

Oggi ho conosciuto una bella signora rumena. Abbiamo pochi anni di differenza, forse 4 o 5. Ma questa signora ha già alle spalle una storia complicata e tante scelte di vita che la fanno sembrare di una generazione più vecchia di me. Ma lo sguardo ti trasmette tutta la sua sofferenza e tutta la sua voglia di farcela.

Mi ha parlato di un divorzio, delle botte, dell’amante del marito e della figlia che “ora lavora in banca e si è sistemata” grazie al suo lavoro qui. Nei campi, in fabbrica, in casa. Più volte le ho chiesto se e quando tornerà in Romania e, altrettante volte, mi ha risposto che deve pensare al futuro di sua figlia.

Ho notato che, quando una persona è lontana da casa, non appena qualcuno le chiede qualcosa sulla sua città, inizia a raccontare minuziosamente dettagli e aneddoti. Come se fosse li a guardarli, o come se ogni giorno ripercorresse quelle strade e quei ricordi per paura di perderli, di dimenticare.

Credo che l’identità di una persona sia radicata nella terra e ammiro profondamente chi decide di recidere le radici e prendere il volo. Perché puoi tornare, ripiantarti nella tua terra, ma quelle radici sono e saranno sempre tagliate, ferite. E questa mamma, a cui sorride lo sguardo ripensando alla figlia, ai fratelli e ai genitori lontani, mi è entrata nel cuore. Solo una mamma può mettere da parte la propria vita per una figlia.

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Photo by Radu Andrei Razvan on Pexels.com

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