L’e-commerce si fa più “mobile”

Tutti abbiamo un smartphone in mano, non in tasca! E navighiamo sempre più da dispositivi mobili (siano essi tablet o cellulari di ultima generazione). Ma quanti processi di acquisto vengono finalizzati? Ce ne parlano gli analisti della School of Management del Politecnico di Milano.

“Il mobile Commerce – inteso come il valore delle vendite al consumatore finale da parte dei merchant con operatività in Italia, mediante Mobile Site o Applicazioni per Smartphone – cresce in tripla cifra nel 2014 e, con un peso pari al 10% dell’eCommerce B2c, inizia a giocare un ruolo davvero importante.
La penetrazione e il tasso di crescita del canale Mobile in Italia sono superiori a quelli dei principali mercati internazionali, anche se, in termini assoluti, il mercato ha ancora dimensioni inferiori.
Nel corso dell’anno la crescita dell’offerta Mobile nell’Abbigliamento e nell’Informatica ed elettronica di consumo ha generato un incremento dell’incidenza delle vendite di prodotti. Il Mobile sta dimostrando di avere delle interessanti potenzialità non solo quando l’istante di acquisto conta ma anche per le vendite di prodotti o servizi il cui esito è completamente svincolato dallo specifico momento in cui vengono effettuate.
Se consideriamo congiuntamente le vendite dai nuovi device (Smartphone e Tablet) otteniamo un’incidenza percentuale sul totale eCommerce pari al 20% circa. Risultati molto incoraggianti, quindi, che confermano che Smartphone e Tablet sono ormai determinanti nell’estendere la fruizione di Internet.” 

I prossimi passi saranno dettati dalla lungimiranza dei merchant e dalla volontà dei marchi di investire in APP, siti usabili da mobile e, perché no?, sistemi di pagamento mobile friendly. Staremo a guardare.

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L’e-commerce “solo da mobile”: che numeri!

Parliamo di US. Sono d’accordo. Ma le cifre sono davvero impressionanti: il 29% degli utenti Amazon e Ebay sono MOBILE ONLY. E le percentuali crescono se i numeri e volumi diminuiscono (come per Wal-mart o Target).

Eppure c’è chi ancora non ha ottimizzato i propri e-store per la visualizzazione mobile. No comment.

Online by mobile

Ah se avessi fatto il liceo con Internet e l’università con le App…

Altro che ore passate in biblioteca a fotocopiare libri polverosi e trascrivere testi! Per non parlare poi dei programmini e dei file Excel che ho inventato per calcolare media ponderata, previsioni di esami, pagine da studiare e tempi.

E la casa da cercare? Niente bacheche online e e-mail ma solo fogliettini volanti appesi nell’atrio della segreteria degli studenti.

Tutto questo per segnalare delle APP davvero interessanti da consigliare alle più o meno matricole universitarie.

Leggendo questo articolo si ottengono dritte davvero interessanti: c’è un’APP (Smart Today)per avere una agenda delle lezioni e degli esami strutturata ed accurata, ce n’è una per gestire al meglio il libretto universitario con la possibilità di verificare medie, crediti formativi raggiunti e fare calcoli e stime.

Fantastica la vita dello studente 2.0!

Non più semplici “campioni di prova”

Kitme™ è il primo kit multi-experience Hand-to-Hand ed è stato distribuito per la prima volta a Milano lo scorso 4 ottobre. Il kit, che  rivoluzionerà il concetto di sampling, è un box nero e accattivante che contiene diversi sample prodotto e/o offerte commerciali. Il progetto è firmato da Breathing – agenzia di fieldmarketing specializzata in ambient e circuiti innovativi di comunicazione.

Come funziona Kitme? La scatola viene consegnato solo ed esclusivamente al target scelto dalle aziende, da parte dello staff composto da hostess e steward. Oltre a questo, Kitme indirizza il target su un sito webdedicato (www.kitme.it), attraversoun concorso che mette in palio premiimmediati e un viaggio in Brasile comesuperpremio fi nale. L’obiettivo è: ottenere redemptionsull’attività, feedback sui prodotti attraverso unquestionario on line, brand awareness attraverso lepagine dedicate alle Aziende Partner, creare un databaseda utilizzare nel tempo per azioni di directmarketing.In totale, nel mese di ottobre a Milano, saranno distribuiti39.000 kit, 20.000 al target donna e 19.000al target uomo, in circuiti mirati.Sette le grandi aziende italiane che hanno colto alvolo la catching idea.I brand che hanno aderito all’edizioneZero di Kitme sono: ALIXIR conil prodotto Tè verde Alixir Iuvenis,NESCAFÉ con un sample di Caffè perLatte, ANGELINI con un sample diAmuchina Gel, BALDINI CASTOLDIDALAI EDITORE con un leafl et promozionalesulla Rivista Linus, ITALCARDcon il fac-simile della nuovaItalcard Free, AMERICAN CONTOURELLAcon un invito per una settimanadi fi tness gratuita e BLUMARINEcon il sample della fragranza JusN°1 di Blugirl.Kitme è un progetto ampio, pensatoda Breathing con l’obiettivo di avvicinareil consumatore all’azienda,attraverso un contatto privilegiato che lo mette alcentro dell’attenzione.Non si tratta di un unico evento, ma di una serie diazioni che prevede già una seconda edizione nel periodomaggio/giugno 2011 estesa anche a Roma. Cisaranno anche Special Edition sulle piste da sci e neglistabilimenti balneari per raggiungere il pubblicoanche nei luoghi di svago.

Per informazioni
http://www.kitme.it/
http://www.facebook.com/pages/Kitme/130890683624628

Dopo la lezione, qualche riflessione!

Un grazie ai partecipanti del Master organizzato da ActiveLab che hanno speso un sabato ai approfondire tematiche relative all’e-commerce e al web marketing. La parentesi sui Social Network in realtà è diventato un excursus sulla loro applicazione nel mercato b2b.
Ho deciso di elaborare due o tre post dedicati ai temi che sono emersi e che, per motivi di tempo, non sono stati oggetto della lezione di sabato.

Stay Tuned!
SARA

Per maggiori informazioni sui prossimi Master: www.activelab.it

E-Commerce: boom di acquisti da tablet

Lo rivela l’indagine “Adobe Digital Marketing Insights”: in 150 siti statunitensi di e-commerce il device maggiormente adatto lo shopping online si è rivelato essere il tablet.

I consumatori tipici che usano i tablet per accedere ai siti di e-commerce sono maschi di età compresa fra i 18 e i 34 anni, con una disponibilità economica mediamente maggiore rispetto a quella di altre tipologie di utenti. L’incidenza nell’uso di questi device aumenta nel corso del fine settimana.

Per saperne di più:
– Pianeta Tech 
– Comunicato stampa ADOBE

Una rivista che non funziona… come un IPad!

A qualche giorno dalla morte di Steve Jobs e con un IPad nuovo di zecca tra le mani, mi sono imbattuta in questo video. Estraniante. Ma simpatico ed intelligente.
La storia è semplice: una bambina utilizza un Ipad e una rivista cartacea allo stesso modo, ma con risultati ovviamente differenti. Il video, in qualche modo, risponde alle domande che tutti ci facciamo sul progresso tecnologico, sul dove andremo a finire e su come interagiranno le nuove generazioni abituate sin da subito a touch screen e tablet.

Dunque, è nata prima la rivisa o il tablet? Per i nativi digitali non ci sono dubbi. E nemmeno per Paul Watlavick: “il medium è il messaggio”!

Think mobile…anche con Google

Ne sono convinta, il mondo Mobile è il futuro prossimo della comunicazione e del marketing. Perché? Prima considerazione: i consumatori hanno dispositivi come smartphone e tablet e li ritengono indispensabili. Seconda considerazione: Internet e i servizi connessi sono ormai entrati a far parte della vita quotidiana.

Ma le aziende sono pronte a raggiungere i propri consumatori? Hanno sviluppato applicazioni o servizi nativi per i dispositivi mobili? La percezione è che molte aziende tradizionali facciano fatica a prepararsi all’attuale e furtura evoluzione della dieta mediatica degli utenti. Ecco che Google, sempre lungimirante, aiuta i marketer con un workshop dedicato: “Think Mobile: It’s Not Too Late To Be Early” http://www.google.it/events/thinkmobile2011/. Appuntamento fissato per il prossimo 26 settembre presso la Triennale di Milano (Viale Alemagna 6)

Certo, Google ha da poco acquisito Motorola Mobility, che produce dispositivi mobile e finalmente anche Android potrà diventare, la da “device owned” a “device owner”. Ma questa è un’altra storia. Forse.