Mandarina Duck e l’e-commerce

“Puntiamo moltissimo – spiega l’AD Christopher Bizzio – sul nostro nuovo sito. L’innovazione è un valore cardine del nostro marchio, e il nostro ‘biglietto da visita’ all’interno del mondo web può e deve riflettere al meglio questo concetto”.

“Internet sta assumendo sempre maggior peso all’interno delle nostre attività e il nuovo sito diventerà sempre piu’ il luogo dove comunicheremo tutte le novità che caratterizzeranno la vita del brand e dove clienti ed estimatori potranno incontrasi e dialogare”.

“Senza dimenticare – fa notare l’Amministratore Delegato – che Mandarina è stato uno dei primi brand della pelletteria a puntare sull’e-commerce, aprendo un proprio sito dedicato alle vendite online già nel 2006”.

Anche l’area e-commerce è stata rinnovata e ampliata per presentare le collezioni del brand con immagini dettagliate, schede prodotto, suggerimenti per gli acquisti e applicazioni per la condivisione sui social network. Infine l’area dedicata alle novità di prodotto con le collezioni Leisure e Travel & Business, presentate anch’esse attraverso immagini, schede tecniche, consigli e suggerimenti. La piattaforma e-commerce e il sito sono stati sviluppati da Webranking, la grafica è stata curata da Hibo.

Per maggiori informazioni:
– Fashionmag.com
– Mandarinaduck.com/it

 

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Il Marketing secondo Riley

Perché alle bambine dovrebbero piacere solo le Principesse e il rosa? Perché non possono farsi regalare un bel supereroe?
Lo chiede la piccola Riley ai marketer, agli scienziati del mercato che però ne sanno molto meno di lei.

La signorina battagliera e stizzita ha raggiunto oltre tre milioni di visualizzatori. Facciamola crescere e ci riserverà delle belle sorprese!

Fashion marketing: a Ninja fail!

Premessa: ho partecipato ad un corso Ninja Acadmy qualche anno fa e ne sono rimasta entusiasta.
Antefatto: mi arriva un’e-mail che sponsorizza il corso in Social Media & Fashion Marketing, organizzata proprio da loro e penso “ottimo!”
Fatto: leggo che i relatori sono tutti e solo blogger/giornalisti o consulenti!?! Eh no…il marketing non lo fanno i blogger! Il marketing lo fanno i marketer nelle aziende! Il corso non mi interessa.

Ecco come mi sono stizzita. In realtà è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Perché? Beh, perché troppo spesso consulenti, espertoni e ostentatori dell’universo social e dei nuovi media non hanno mai avuto a che fare con una realtà aziendale, con le problematiche della gestione della crisi e dei feedback, con l’integrazione delle analisi di reputation a quelle di vendita.
Il ruolo del consulente è ovviamente quello di vendere un po’ di fumo e di esaltare le novità. Ma allo stato attuale dell’arte, basta! Ora che l’iPad è la prima cosa che accendiamo la mattina e su Facebook è scritta tutta la nostra vita dico che il tema Social Network deve avere la sua dignità organizzativa e aziendale e divenire non solo un esperimento e un test, ma una necessità per le aziende. Solo quando si avrà questa percezione e le aziende si struttureranno con business unit dedicate… ne riparleremo!

Per saperne di più:
formazione.ninjamarketing.it

Il Gufo online…vende!

Debutto sul mercato virtuale per il marchio di lusso per bambini che da ottobre 2011 è presente nel web con un nuovo online store.
GufoIn linea con la strategia di espansione sul web, che oltre al posizionamento di banner pubblicitari su siti strategici ha previsto la recente apertura di una pagina ufficiale su Facebook, il marchio sceglie di puntare al rafforzamento della brand awareness sui mercati internazionali per raggiungere un potenziale di clienti sempre più ampio.

Il nuovo spazio di vendita online propone ai suoi clienti una vera e propria boutique virtuale con una selezione di capi di abbigliamento, rivolti sia al neonato che al bambino dai 2 ai 14 anni, che per la prossima stagione sarà ulteriormente ampliata con calzature e prodotti della linea Il Gufo Golf. Disponibili per l’acquisto oltre 150 articoli, nella loro completa gamma taglie, per un totale di oltre 1500 pezzi.

Per maggiori informazioni:
Fashionmag.com
Ilgufo.it
Zerogrey.com

I wear, I care. La campagna H&M contro l’AIDS

Non è la prima volta che H&M, l’azienda svedese che ormai conta oltre 2300 punti vendita in 41 paesi, si dimostra sensibiel ai temi sociali. Dopo essersi avvicinata all’ambiente producendo t-shirt con materiali naturali e packaging da elementi reciclati, stavolta H&M vuole parlare di AIDS.
Tutto nasce dalla collaborazione con Designer Against AIDS e l’obiettivo principale è sensibilizzare soprattutto i più giovani sui rischi legati al sesso non protetto. E gli strumenti? Social Network, ovviamente.
La campagna parte il 19 aprile scorso da Facebook e Twitter (hashtag: #FashionAgainstAids) e funziona così: i fan possono acquistare i capi della collezione dedicata e contribuire così alla raccolta fondi (il 25% del ricavato viene devoluto in favore di iniziative contro l’HIV) oppure possono decidere di “metterci la faccia” creando una vera e propria catena umana con l’obiettivo sensibilizzare i propri amici sull’utilizzo del condom.

Per H&M, ci sono anche testimonial d’eccezione: Keri Hilson, Sky Ferreira, Pen Bagdley, Akon, Ginnifer Goodwin, Selma Blair, Nikki Reed, Shiloh Fernandez, Greg Krelenstez, Leigh Lezark e Geordon Nicol, che hanno realizzato il video della campagna e delle brevi clip promozionali.

Per saperne di più:
DesignerAgainstAids 
NinjaMarketing

H&M eco per l’Unicef

Anche Kotler, guru mondiale del marketing, parla di nuove strategie delle imprese legate a valori e temi sostenibili più che a  prodotti e consumatori.
Proprio in linea con questo, è in arrivo in Italia la Conscious collection di H&M. La nuova linea di capi per donna uomo e bambino è totalmente eco-friendly e in perfetta filosofia green.
L’obiettivo della casa di moda low cost è quello di iniziare con la produzione di capi nei toni del bianco per arrivare, entro il 2020 ad una produzione esclusivamente eco sostenibile dei suoi prodotti. Oltre all’ecologia la beneficenza: la linea comprende anche una shopping bag in cotone organico i cui proventi contribuiranno a finanziare il progetto di H&M e UNICEF “All for Children”, volto a tutelare i diritti dei bambini nelle zone di produzione del cotone in India.

Per maggiori informazioni:

H&M

– D di Repubblica

Burberry e la Moda 2.0

La moda fatta di sfilate, riviste patinate, party esclusivi diventa 2.0? Ossia dematerializzata, frammentata e condivisa? Si. E l’apripista è Burberry, casa di moda di lusso britannica, tradizionale ma lungimirante. La nuova collezione, disegnata da Christofer Bailey, è stata trasmessa in streaming e condivisa praticamente ovunque. E anche il sito del brand è assulutamente in linea con questa nuova tendenza: la sfilata può essere vista ogni volta che vogliamo, commentata sui social network e discussa online con amici e appassionati. Ovvio, si può anche comprare!
E non è finita qui: a breve potremo personalizzare online il celeberrimo trench diventando così un po’ stilisti – ma molto prosumer.
Entusiasmante! Vediamo cosa faranno gli altri marchi che, ad oggi, non hanno mostrato alcuna intenzione di diventare 2.0.
Per approfondire: Burberry.com

MPS: la banca con un’idea…. addosso!

Monte dei Paschi di Siena lancia una linea di abbigliamento ispirata all’anno di fondazione dell’Istituto.
Dal 1472 ad oggi sono passati più di 500 anni e MPS non ha intenzione di dismettere i panni della banca per iniziare a produrre felpe. “Questo è un modo per farci conoscere e allo stesso tempo aiutare chi sta peggio” dichiara Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi di Siena (nella foto).

La linea di felpe, t-shirt e polo è firmata Jaggy e il 10% del ricavato delle vendite sarà devoluto a ACRA – associazione che lavora nella lotta alla povertà e alla fame in Africa. E c’è già un record: è la prima collezione di moda ad essere prodotta da una banca che sta facendo molta promozione collaterale. Dallo scorso ottobre, infatti, ha iniziato a vendere vini pregiati con l’etichetta Rosso 1472, prodotti da MPS Tenimenti.

I capi, per lui e per lei, potranno essere acquistati online a partire dal prossimo marzo, sul sito www.mille472.it.

Emblematica anche la nuova campagna di comunicazione “1472 L’Italia ha i numeri” che accompagna il lancio della linea di abbigliamento con un occhio alle nuove generazioni che hanno il compito di riscrivere il futuro di un paese fatto di eccellenze. Tra i testimonal Tania Cagnotto, la prima donna italiana ad aver conquistato una medaglia mondiale nei tuffi, e Simone Rugiati, uno degli chef più creativi del momento.

1472 è a tutti gli effetti un progetto unico: unica è l’idea di applicare un concetto di marca ai valori fondanti dell’Istituto, unica è la tipologia di prodotto che da ora rappresenta i valori della Banca, unica è la tipologia di azioni media che accompagna l’iniziativa.

Se Andy Warhol avesse avuto l’Ipad…

Avete presente Andrew Warhola? Si si,  Andy Warhol – pittore, scultore, regista emblema della pop art americana?
Da grande sperimentatore qual era, se oggi fosse stato ancora vivo non si sarebbe di certo fatto mancare Iphone e Ipad.

Ecco un video che ho trovato qualche tempo fa in Rete. Il divertente ma surreale utilizzo della tecnologia touch da parte di Warhol.

Be a Material Girl

Un’altra trovata di Madonna che dopo la musica, il cinema, l’editoria, riapproda nel mondo della moda. Stavolta lo fa firmando una linea di abbigliamento con il supporto della figlia Lourdes Maria. Nasce così la linea di abbigliamento “Material Girl”, in omaggio alla celebre hit di Madonna del 1985. la collezione, che comprende anche calzature, gioielli e borse si rivolge ad un target teenager e è distribuito dal gruppo Macy’s (sia nei punti vendita statunitensi che nel sito www.Macy.com). I prezzi saranno anche a misura di teenager: non oltre i 30 €.

Unica cosa strana: nè miss Ciccone nè la piccola sono testimonial pubblicitarie della collezione ma anzi sul sito ci accoglie una bionda dark poco anni ’80…

Per maggiori informazioni: www.materialgirlcollection.com opure il blog blog.materialgirlcollection.com