L’e-commerce nel 2015

rapporto_ecommerce_2016Nonostante tutto, esce il Rapporto 2016 sull’e-commerce 2015 di Casaleggio Associati.

Il fatturato e-commerce italiano sfiora i 29 miliardi di Euro, con una crescita trainata soprattutto dai retailer esteri entrati in Italia con campagne pubblicitarie aggressive, oltre che da marketplace come Amazon.
Il mercato dell’editoria ritorna a crescere grazie a e-book e Kindle, e a film in streaming su Netflix o musica in download su iTunes e streaming su Spotify.

Parlavamo di Amazon, interessante approfondire il tema FOOD: mercato crescente online da parte di player internazionali ma opportunità non ancora colta dalla GDO, che potrebbe vedere come una minaccia alla stessa distribuzione tradizionale il modello di consegna in un’ora dall’acquisto.

Il rapporto è interamente scaricabile sul sito di Casaleggio Associati.

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Frutta e verdura online? Oh yes!

1387881765_171660261-600x335[1]Quasi dieci anni fa nella mia tesi di laurea parlavo di “Supermercato del futuro” e citavo alcuni esempi, soprattutto americani, molto focalizzati sulle potenzialità del web. Parliamo del 2004/2005 e l’e-commerce era davvero solo un’ipotesi creativa…

Torniamo ai nostri giorni: da qualche mese Amazon ha aggiunto un servizio per il suo stracoccolato cliente: vendere cibo online! Il sito, Amazon FRESH.  Se abiti in California puoi comprare: locale, biologico, senza glutine, senza soia, lattosio free, vegano, kosher, vegetariano, a basso contenuto di sodio, poco calorico, senza grassi o no carboidrati, c’è il pesce allevato e quello selvaggio, i formaggi artigianali e prodotti da gourmant. Volendo non ci si muove più da casa, perché nella consegna di cibo si possono includere altri prodotti (dai pannolini alle saponette, ai detersivi).

I grandi della distribuzione americana hanno iniziato a tremare: dal gigante Whole Foods, specializzato in prodotti biologici, a Safeway supermercato generalista ma tra i più grandi nelle consegne della spesa. E in Italia? In Italia – ancora – ci piace perdere tempo alla cassa, salutare il salumiere e fare due chiacchiere con il panettiere. Ma fino a quando?

Instagram per i brand fashion: DIOR

Quando elabori un social media plan non puoi non mettere Facebook (“è il primo social network…ci sono tutti su Facebook!”) o Twitter (perchè semplicemente fa figo). E instagram? Rimane sempre un giochino per pochi con numeri ancora piccoli per meritare una collocazione dignitosa in un piano annuale. Non la pensa così DIOR che è sbarcato su questo social network con un piano strategico studiato ad hoc e in pochi mesi ha raggiunto più di 152 mila follower.

ImmagineLa coerenza, si sa, paga. E Dior sin dal primo post su Instagram ha esplicitato i quattro filoni che lo caratterizzano:

– #DIORLIVE (per essere sempre connessi al mondo DIOR, sfilate ed eventi inclusi)
– #DIORBTS (il vero backstage del marchio)
– #DIORBY (perchè Dior vuol dire anche collaborazioni con artisti e stilisti vari)
-#DIORTIPS (consigli e tutorial vari per aiutare i propri follower)

Per maggiori informazioni: – ninjamarketing.it

Lo shopping del lusso passa per l’e-commerce

L’analisi è stata condotta da Google Ipsos su un campione di 400 persone con reddito superiore a 100.000 dollari che hanno acquistato da siti e-commerce per almeno due volte con un valore medio di circa 2500 dollari di spesa.
In Italia? Il 98% delle persone che acquistano online beni di lusso navigano in rete quotidianamente ed utilizza tre differenti dispositivi per le ricerca di informazioni prima di acquistare online, ossia:

  • Tablet 35%
  • Smartphone 34%
  • PC 64%

Il campione intervistato ricerca online informazioni principalmente in due modi:

  • il 74% utilizza fonti dirette
  • il 65% invece si informa cercando in rete sui motori di ricerca

…ma chi compra beni di lusso direttamente da siti e-commerce è però solo il 7%. Ancora. 

Per maggiori informazioni:  dreamsnet.it

 

Tommy Hilfiger: la campagna in un hashtag

Tommy Hilfiger si affida a Twitter per crescere sui social. Scandita dall’hashtag #GoneSurfing, la campagna ha messo in palio un viaggio per due persone alle Maldive. Il vincitore è stato sorteggiato tra gli utenti di Twitter che hanno dimostrato di utilizzare l’hashtag per condividere in 140 caratteri la loro passione sportiva e i loro trucchi sullo sport della tavola.

Oltre a spingere gli utenti a postare in maniera autonoma i propri contenuti, l’hashtag è stato inserito dall’azienda anche tra i tweet promozionali nelle timeline di utenti europei ed è stato ripreso e promosso dai profili online di diverse testate giornalistiche.

Per maggiori informazioni: pambianconews.com

Le vendite private online? In Italia vale 550 milioni di euro

Quello dei club privati di vendite online è un mercato in grande espansione anche in Italia dove gli acquisti digitali sono ancora relativi seppur in incremento. «Nel 2013 le flash sales hanno generato in Italia un giro d’affari compreso tra i 400 e i 550 milioni di euro con una crescita del 25% su base annua», ha spiegato a MFF, Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio italiano del commercio elettronico, «il successo di queste società consiste in un mix di fattori vincenti: da un lato in Italia viviamo un periodo recessivo e questo tipo di vendite offre ai consumatori un’esperienza gratificante e continuativa; dall’altro si tratta di aziende che fanno della credibilità e del servizio una priorità tale che la soddisfazione dei clienti è sempre molto alta. Tutto ciò, unito al fatto che il tempo libero si è ridotto significativamente e alla possibilità di avere prezzi fortemente scontati, rende questo canale vincente». Pioniere e leader di questo segmento è da sempre il colosso francese Vente-privee.com che anche quest’anno, dopo aver chiuso il 2012 a quota 1,3 miliardi di euro in salita del 22%, punta a mettere a segno una crescita a doppia cifra percentuale (+25%) raggiungendo quota 1,5 miliardi di euro.

La prossima frontiera delle vendite private? Il settore food & beverage. Made in Italy ovviamente.

Per maggiori informazioni: mffashion.com

Kocca lancia il nuovo e-shop

Kocca, il brand italiano di moda con sede al Cis di Nola, ha appena lanciato il suo nuovo sito di e-commerce, completamente rinnovato nell’immagine e nella navigazione: shop.kocca.it

Qualche dato: l’obiettivo è passare dagli attuali 32.177 visitatori, del mese di settembre 2013, ai 50.000 visitatori entro fine 2013, raddoppiando nel 2014 puntando al mercato estero. Attualmente, infatti, il 60% degli ordini proviene dall’Italia, mentre il restante 40% da Paesi Europei quali Spagna, Francia e Belgio.

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Per maggiori informazioni: fashionmag.com

In UK il retail online cresce. E come se cresce.

Il mese di marzo ha visto aumentare la spesa online degli inglesi. Complici le temperature ancora bassissime in tutta la Grand Bretagna, i consumatori di abbigliamento e accessori hanno preferito restare a casa e fare shopping comodamente seduti sul divano!
I dati di Fashion United (sito britannico specializzato in moda e retail), mostrano che nel mese di marzo c’è stata un’impennata del 12% rispetto al mese precedente.
Anche Barclaycard, istituto di credito, conferma questo andamento online anche con un decremento delle spese negli store tradizionali (0.4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).

Per maggiori informazioni:
– fashionunited.co.uk

La multicanalità tra le nuove sfide del Relationship Marketing

Vi segnalo questo convegno organizzato dal gruppo di professionisti di ICTeam dal titolo “CONVEGNO MULTICANALITÀ, PORTABILITÀ E SOCIAL NETWORK: LE NUOVE SFIDE DEL MARKETING DELLA FEDELTÀ”. L’appuntamento è fissato per il 15 marzo 2013 dalle 10:30 all’interno della fiera PromotionEXPO 2013, Spazio Convegni, Sala Blu e l’obiettivo è analizzare la gestione dei processi di fidelizzazione della clientela ed il cambiamento degli stili di consumo che coinvolgono segmenti sempre più importanti di italiani. Come si legge nell’invito al convegno “il consumatore non è più solo cosciente del suo valore economico per l’azienda ma anche consapevole che l’uso della tecnologia mobile, come il web ed il social network, rappresenta una possibilità di dominare la relazione commerciale. Il cliente è Re assoluto ed utilizza la quantità e qualità di informazione disponibile con la nuova tecnologia in mobilità per confrontare, valutare e acquistare. Le ricerche compiute sui navigatori in mobilità e gli utilizzatori di social network evidenziano una influenza molto elevata, nelle decisioni di comprare o meno, legata ai commenti ed alla condivisione dell’esperienza d’acquisto, tanto da poter dire che ogni prodotto o servizio oggi acquistato da chi ha meno di 35 anni viene sempre verificato e messo a confronto con i commenti ed i giudizi degli altri utenti in rete.”

Nuovi scenari per distributori e industria che impongono l’adozione di strategie e strumenti per seguire il comportamento d’acquisto on e off-line del consumatore e per fidelizzarlo, per decidere quali segmenti di clientela sono interessanti, comprendere i cambiamenti nei consumi, ridurre i rischi di abbandono.

Per maggiori informazioni:
ICTeam.it