Lego alternativi ai tempi del Coronavirus

In momenti come questi (di paura e quarantena) è fondamentale fare qualcosa di nuovo e di creativo e non smettere mai di imparare.
Daniela Chiru, HR manager e facilitatrice certificata Lego Serious Play, mi ha proposto di partecipare ad una sessione speciale, da casa sua a casa mia. Cosa dovevo avere? Qualche mattoncino Lego (e con due figlie che montano e smontano Lego ogni giorno, non era proprio un problema!) e potermi connettere via Skype. E così sabato pomeriggio, io e Fabrizio Felicetti siamo entrati (virtualmente!), insieme da altri partecipanti toscani e laziali, a Firenze, a casa di Daniela e abbiamo trascorso due ore su competenze trasversali, teorie e modelli, costruzioni e interpretazioni. Al centro di tutti i ragionamenti, la situazione attuale e le azioni che possiamo mettere in campo per superarla, in famiglia come nel lavoro. Ci siamo lasciati guidare da Daniela nel capire quali sono le nostre competenze personali e quali quelle sociali (come empatia e abilità sociale) e che tecniche di psicologia dell’emergenza utilizzare.Il tempo è passato velocemente ed è proprio vero quello che dice Daniela: nel momento in cui costruiamo qualcosa con i nostri polpastrelli attiviamo e stimoliamo il nostro cervello che diventa più creativo ma anche più concreto. *Grazie di cuore Daniela!*

Le regole al tempo del Coronavirus

Ieri sera abbiamo visto Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (la versione del 1971), dopo aver visto la versione di Tim Burton la sera prima. Si lo so, ci piace molto.
Ve lo consiglio: ci sono dei bambini presuntuosi, egoisti, ingordi ed egocentrici che vengono puniti perché non sanno stare alle regole. E il bambino più umile e semplice si dimostra quello più generoso e ligio al dovere.
Non sembra fatto appositamente per questa epoca di quarantena?!? I furbetti che credono di essere superiori agli altri, che non si autodichiarano se vengono da una zona a rischio, che prendono treni a mezzanotte meno uno per scappare dalla zona rossa o che vanno a lavoro con 38 di febbre…prima o poi poi finiscono tra i rifiuti degli Umpa-Lumpa…

“Donne 4.0: Empowerment e Connessioni”

Ho parlato di “Empowerment e connessioni” all’evento Donne 4.0 organizzato da AIDP, Associazione Italiana Direttori del Personale, a Chieti, il 22 novembre 2019

Donne 4.0, quattro – zero. 40.
I numeri a volte creano delle combinazioni curiose e dei collegamenti interessanti.
Nella prima parte del libro di Daria si racconta a 40 anni.
Io mi chiamo Sara Leonetti e ho compiuto 40 anni da poco più di un mese e stiamo parlando di industria 4.0 e quest’evento si chiama, come il libro, donne 4.0

Sarà un caso? Non credo.
Ho fatto comunque una ricerca:
– nella Smorfia il numero 40 è la noia.
– nella Bibbia ci sono tanti “40 giorni e 40 notti” simbolo di isolamento.
E i miei 40 sono sicuramente un punto di arrivo e di riflessione. Non voglio dire di bilanci, ma di una nuova consapevolezza.
Vi vorrei parlare di 4 concetti.
Uno è il tempo.


Devo essere onesta, non ho mai percepito il mio essere donna come un elemento problematico. Ma a 30 anni vivevo per lavorare e il 100% delle mie energie era focalizzato ai quel tipo di risultati. Ero a Bologna, lavoravo per una multinazionale della Finanza, vivevo in un monolocale sotto le Due Torri.
La mia giornata era così organizzata:

Nel 2011 cambio.
Torno a vivere nelle Marche ma per lavorare proprio a Chieti, quindi in Abruzzo.
E continuo a lavorare e girare molto. E il grafico sostanzialmente non cambia.
Vado a convivere. E il grafico non cambia.
Mi sposo. E il grafico non cambia.
Nel 2013 nasce la mia prima figlia. Giada.
E il grafico stavolta cambia. Eccome.

Rientro subito al lavoro ma riesco a farmi approvare una specie di part-time verticale con le ore di maternità facoltativa e il telelavoro.
Sì, avete capito bene: lo smartworking. Avete presente? Quella cosa mitologica in cui crediamo solo noi donne. Una specie di unicorno. Metà lavoro e metà casa.
Però mia figlia aveva poco più di tre mesi e non l’avrei lasciata per niente al mondo.
L’azienda per cui lavoravo stava vivendo una crisi interna e un cambio di proprietà importante, faceva – fortunatamente – fatica a rimpiazzarmi. E il patto di lavorare 3 giorni a settimana, di cui due da casa e uno in ufficio è andato avanti per almeno due anni. Credo sia stato il periodo più produttivo della mia vita: non dovendo fare gli oltre 150 chilometri giornalieri di tragitto casa/lavoro potevo usare quel tempo per lavorare, controllare, verificare. E anche studiare e approfondire.
E il fatto che non ero in azienda mi poneva in una posizione di difesa: dovevo dimostrare quanto valevo ancora più di prima.
Sono diventata mamma per la seconda volta a 36 anni.
E questa volta ho deciso di prendermi tutto il tempo per essere accanto alle mie figlie e fare una pausa, non lavorativa ma proprio fisica. Il mio baricentro mentale era troppo spostato su di loro, troppo piccole e troppo bisognose di me.

Qui entra in ballo un’altra parola: SCELTA
Ho scelto di mantenere la parte destra del grafico e non sono mai scesa sotto una soglia di attività lavorativa. Ho scelto però di modificarla. Ma non tanto la quantità di tempo lavorato, ma la distribuzione nell’arco della giornata e della settimana.
Ho scelto di dimettermi ed mettermi a fare la consulente da libera professionista – una scelta emotivamente costosa dopo 15 di azienda. Ma ho scelto di vivere agenda alla mano ed organizzare il mio tempo in funzione delle mie figlie, non dell’orario d’ufficio.
Non mi sono adattata, ma ho cercato di modificare la mia vita.
E se il tempo si è ridotto, le attività e i progetti sono aumentati a dismisura.
Tra questi c’è NEXT. Un’associazione di volontariato che ho fondato con altre donne e amiche e che ha come obiettivo la diffusione della cultura digitale e della creatività e la promozione della cittadinanza digitale tra i genitori prima che tra i bambini, tra gli adulti e gli anziani oltre che tra i Millennials.
Ma ora entra il terzo concetto di cui vi vorrei parlare.
MULTIPOTENZIALITA’
Quando sei donna in generale, ma soprattutto quando diventi mamma (non so forse è l’ossitocina???), anche se non hai più tempo libero, non dormi più di 4 ore a notte, il cervello preme l’acceleratore e si incrementano gli interessi, i progetti, le attività, la voglia di fare.
Perché ci dicono che siamo Multitasking?!? Quello è istinto di sopravvivenza e operatività quotidiana (dobbiamo fare almeno 3 cose in contemporanea e nel frattempo pensare alla cena). Ma quella è pure sopravvivenza. S-o-p-r-a-v-v-i-v-e-n-z-a
Invece la multipotenzialità presuppone una parte di creatività, di progettualità, di futuro. Ecco. Essere multipotenziale vuol dire essere proiettati sul domani, seppure nelle attività dell’oggi.
Eppure a volte, ci costringono a scegliere. Essere manager o essere mamma, essere moglie o in carriera, e ci riempiono di sensi di colpa, di paure, di responsabilità più grandi.

Come possiamo mettere a sistema le nostre multipotenzialità? Donarle alle nostre “sorelle” e insieme provare a costruire un futuro più accogliente, più creativo, più dinamico, multipotenziale?
Con le CONNESSIONI.
Una RETE di protezione che ci permette di fare grandi salti senza paracadute.
La mia RETE ha aiutato e stimolata la mia consapevolezza, la presa di coscienza, la voglia di mettermi sempre in discussione e di guardare oltre.
Le persone che abbiamo vicino, i colleghi ed ex colleghi, gli amici, le persone che conosciamo lavorando o semplicemente ad un evento.
Le mamme e le donne che si incontrano egli ambulatori o ai corsi preparto.
I genitori ai colloqui scuola.
Le connessioni reali e virtuali.
O semplicemente il nostro vicino o la nostra vicina di sedia, ora, a Palazza De Majo, ad ascoltare una pazza come la Leonetti… 😉
Non essere un singolo punto, ma essere parte di una rete di interconnessioni aiuta e sprona

Nike dice addio ad Amazon

Il multinazionale statunitense dell’abbigliamento sportivo toglie i propri prodotti dal sito e-commerce più famoso del mondo e si concentra sulla vendita diretta.

In realtà questo divorzio, non è proprio così drastico: Nike continuerà a cercare partnership con altri venditori su Amazon (a altrove)

Cosa viene a mancare? Dal un lato, la strategia di Amazon che ormai punta su posizionamento, branding e marchi di valore. Dall’altro salta l’accordo che mirava a stringere la morsa sui rivenditori che proponevano prodotti contraffatti online.

Poi, mettici che nel frattempo è entrato in Nike un nuovo amministratore delegato, John Donahoe, e che avendo in passato fatto il Ceo di EBay di vendite online e di rivenditori di capi contraffatti ne sa a pacchi.

In realtà, Nike ci tiene a farci sapere che scelta di chiudere con Amazon è per una strategia più focalizzata al consumatore, ormai concentrato su relazioni dirette e quasi personali con il brand.

A me viene da pensare che Nike non voglia condividere con altri (soprattutto con Amazon) due elementi: il contatto con i clienti e i margini. E, nel primo caso, parliamo di un valore inestimabile in termini di informazioni. Nel secondo caso di soldi. Poi raccontateci le storie sulle strategie…

TEDxAscoliPiceno: al Cinema Piceno, idee innovative che vale la pena diffondere.

Lo scorso 14 settembre, è approdato ad Ascoli il format statunitense TEDx: sette speaker e un filo conduttore, le “Umane Connessioni”, ossia le opportunità, le potenzialità e i cambiamenti che la tecnologia sta apportando alla società.

Abbiamo scelto di portare TEDx nel Piceno per aprire le porte a una nuova comunità di pensatori creativi e innovativi, dinamici e inclusivi, che amano la contaminazione tra mondi e società diverse. TEDxAscoliPiceno fa parte del programma di eventi Global TED, un’organizzazione non-profit nata in California nel 1984, con l’obiettivo di diffondere “idee che meritano di essere condivise”. Oltre al convegno annuale, che ha visto tra i protagonisti Premi Nobel, presidenti e personalità internazionali, ci sono gli oltre 5.000 TEDx, ossia eventi locali organizzati in maniera indipendente.

Perché “Umane Connessioni”? Siamo nell’era della connessione continua, sentiamo parlare ogni giorno di Big Data ed Intelligenza Artificiale, Social network… L’essere umano, però, ha da sempre usato la tecnologia per migliorare la propria vita e facilitare il proprio lavoro. La novità è nella forte accelerazione, negli ultimi anni, di questi processi e il confine sempre più labile tra persona e macchina, tra reale e virtuale. Abbiamo scelto di parlare di clima, tecnologia, società, scienza, antropologia per approfondire proprio questo equilibrio sempre più delicato tra umanità e tecnologia.

L’evento è stato articolato in due sessioni (mattino e pomeriggio) con 7 interventi live, la proiezione di due video ufficiali TED sottotitolati, una performance teatrale, una pausa pranzo informale per scambiare idee e impressioni. I protagonisti dei talk sono stati personaggi internazionali o espressione del territorio: Bruno Mastroianni (filosofo, autore e social media manager RAI), Mauro Buonocore (Responsabile della comunicazione della Fondazione CMCC Climate – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), Paolo Isabettini (architetto, maker e fondatore di DajeMarche), Dario Corona (Ricercatore e co-founder della startup Limix), Roberta Cesaroni (psicologa e coach adolescenziale), Luca Agnani (visual designer che ha girato il mondo con i suoi lavori su Van Gogh), Raffaele Spidalieri (neurologo e musicista).Tutti loro sono saliti sul palco, si sono posizionati al centro del tappeto rosso di fronte ad un timer impostato a 18 minuti. Già, perché nel format TED si ha massimo 18 minuti per lanciare un’idea, una suggestione, un’emozione e per accendere nel pubblico la voglia di saperne di più. Tutti gli interventi sono stati ripresi e, entro fine ottobre, i video saranno sottotitolati in inglese e caricati nella piattaforma globale TED.com e accessibili da ogni parte del mondo!

L’evento è stato curato in ogni minimo dettaglio, dall’allestimento alla sigla, dalla comunicazione al merchandising (ai partecipanti abbiamo regalato una borraccia per stimolare la riduzione dell’uso della plastica). Alla guida dell’evento, un gruppo di professionisti insieme ai quali, un anno fa ho fondato l’associazione NEXT OdV per promuovere eventi legati al mondo dell’innovazione e della creatività: un gruppo di appassionati, orgogliosi di riflettere la diversità, che si sono messi in gioco con l’obiettivo di far crescere un forum locale di idee che ispiri le persone a cambiare il loro futuro e che dia nuova linfa al territorio.  

“La fortuna è un fatto di geografia” (Cit.)

Con l’adrenalina del secondo Consiglio Comunale addosso e con le bambine che dormono beate, mi guardo vecchi TED Talk. Ho già visto almeno un paio di volte la storia di TAN LE… ma ogni dannata volta la sua drammatica storia di migrante mi commuove. Tre generazioni di donne (dalla nonna a sua mamma fino a lei e sua sorella) che sfidano la sorte con un viaggio della speranza. Con il desiderio di poter sperare in futuro migliore. 
Ma anche dopo aver toccato la terra ferma, la loro vita non diventa purtroppo migliore. E per anni TAN LE deve lottare per potersi ricavare uno spazio in quella società cosi lontana e così cattiva verso di loro.
Beh, il dramma, la forza, e la potenza di questi dieci minuti mi emozionano e mi scioccano. Almeno quanto i discorsi di soggetti giudicanti, seduti comodi comodi sul loro divano. 
Ps. giusto per la cronaca, TAN LE oggi lavora a progetti di computer interface in grado di leggere le onde celebrali. Cosi, per dire.

“M piacerebbe avere dei bambini e penso all’esperienza della barca. Chi potrebbe mai augurare loro un’esperienza del genere? Ma potrei affidare la loro vita ad un legno, con la prua che combatte contro ogni onda, con il rumore regolare e imperturbabile di un motore, il vasto orizzonte che non dà alcuna garanzia? Non lo so. Ma se avessi la certezza che se la potessero cavare, lo farei.”

Ho organizzato il primo TEDx del Piceno, ed è stato meraviglioso!

Uno spettacolo delle idee, ecco cosa è andato in scena al Forte Malatesta, sabato 1 dicembre 2018 dalle ore 15. Il tema principale è stato l’universo femminile è si è svolto in contemporanea con altri eventi TEDWomen in tutto il mondo. 

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Una sfida nella sfida: organizzare un TEDx in poche settimane e farlo su un tema coì faticoso come quello femminile. Il risultato, però è stato sorprendente!
Aprire le porte di un TED significa accogliere una nuova comunità di pensatori liberi, dinamici e inclusivi, che amano la contaminazione tra mondi e società diverse per portare azione, evoluzione e rinnovamento in un territorio colpito dalla crisi economica prima e dal sisma poi. Ascoli Piceno è uno scrigno di bellezze racchiuse nella pietra di travertino. Da questo scrigno possono venire fuori nuove menti luminose, proiettate verso l’avventura del domani. Magari partendo da un TEDx.
Il 1 dicembre si sono alternati personaggi locali e speaker internazionali che hanno accettato di celebrare il coraggio, il dinamismo e la progettualità delle donne. Un ciclo di interventi con al centro proprio loro: artefici del cambiamento, creatrici di innovazione, forze dirompenti capaci di generare nuove visioni del mondo.

Il tema scelto
Io e gli altri organizzatori abbiamo scelto come tema centrale di questa prima edizione le donne: la resilienza, il valore innovativo del femminile al potere, la maternità, l’impresa, la digitalizzazione, la comunicazione… ogni tematica sarà affrontata da una persona di rilievo nel suo campo, un ricercatore, un docente, un imprenditore o un giornalista. E lo faremo in un luogo resiliente come il Forte Malatesta, che, restituito agli ascolani dopo un lunghissimo tempo di chiusura, ha perso ogni connotazione legata alla violenza, per divenire polo culturale e così reinventarsi.
“Le donne di tutto il mondo non sono più disposte ad accettare lo status quo. Stanno alzando la voce, si stanno spingendo oltre i confini. Stanno puntando sulle proprie differenze e peculiarità. Indipendentemente dal loro focus e talento – affari, tecnologia, arte, scienza, politica – queste pioniere e i loro alleati stanno unendo le forze in un’esplosione di scoperte e ingegnosità per guidare un cambiamento reale e significativo” (TEDWomen – Global).

Sold out a quindici giorni dall’evento
La comunità ha risposto positivamente e i 100 biglietti sono andati subito sold out. Questo ci ha sia gratificato che stimolato a continuare a creare nuovi eventi e momenti di condivisione di idee ed esperienze innovative.
Tante le persone venute da fuori: Roma, Chieti, Ancona e i comuni della provincia di Ascoli. Sintomo questo che ormai i confini sono liquidi e le idee attraggono e spostano persone!

TEDxAscoliPicenoWomen è l’esordio nel Piceno della conferenza legata al marchio statunitense TED (Technology, Entertainment, Design) basato sulla filosofia che in oltre trent’anni di storia ha fatto il giro del mondo: “ideas worth spreading”, le idee meritano di essere diffuse. L’evento fa parte del programma di eventi Global TEDxWomen e, nello stesso giorno, si svolgeranno eventi simili in tutto il mondo, tra cui la conferenza globale TEDWomen di Palm Springs (USA).

Per maggiori informazioni: www.tedxascolipicenowomen.com

Gucci guida la Digital Competitive Map di ContactLab

L’innovazione digitale nel lusso parla sempre più italiano: è Gucci il brand che a livello internazionale conquista la leadership digitale della VI edizione della Digital Competitive Map 2018, la ricerca realizzata da Contactlab ed Exane BNP Paribas, raggiungendo Burberry; seguono Valentino, Louis Vuitton, Fendi e Cartier.

Questi i risultati della ricerca che analizza e misura il livello di cross-canalità e di digitalizzazione dell’offerta di 34 marchi di moda e lusso internazionali. La Digital Competitive Map ha tenuto conto di 19 criteri e analizzato 178 parametri sugli assi dello “Strategic Reach” e della “Customer Experience“.

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Maggiori informazioni: contactlab.com

Storie di viaggi e migrazioni

Oggi ho conosciuto una bella signora rumena. Abbiamo pochi anni di differenza, forse 4 o 5. Ma questa signora ha già alle spalle una storia complicata e tante scelte di vita che la fanno sembrare di una generazione più vecchia di me. Ma lo sguardo ti trasmette tutta la sua sofferenza e tutta la sua voglia di farcela.

Mi ha parlato di un divorzio, delle botte, dell’amante del marito e della figlia che “ora lavora in banca e si è sistemata” grazie al suo lavoro qui. Nei campi, in fabbrica, in casa. Più volte le ho chiesto se e quando tornerà in Romania e, altrettante volte, mi ha risposto che deve pensare al futuro di sua figlia.

Ho notato che, quando una persona è lontana da casa, non appena qualcuno le chiede qualcosa sulla sua città, inizia a raccontare minuziosamente dettagli e aneddoti. Come se fosse li a guardarli, o come se ogni giorno ripercorresse quelle strade e quei ricordi per paura di perderli, di dimenticare.

Credo che l’identità di una persona sia radicata nella terra e ammiro profondamente chi decide di recidere le radici e prendere il volo. Perché puoi tornare, ripiantarti nella tua terra, ma quelle radici sono e saranno sempre tagliate, ferite. E questa mamma, a cui sorride lo sguardo ripensando alla figlia, ai fratelli e ai genitori lontani, mi è entrata nel cuore. Solo una mamma può mettere da parte la propria vita per una figlia.

brown flowers under cloudy weather
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Vi racconto TEDxMacerata 7/7

Sette interventi, sette storie, sette visioni, sette voci. Si perché le voci, che scandiscono i singoli slot da 18 minuti, sono la cosa che più mi porto dietro dal TEDxMacerata dello scorso 24 maggio, il primo a cui ho assistito dal vivo grazie a Radio Incredibile

L’ultimo intervento è quello per cui ho deciso di venire a TEDxMacerata. Derrick de Kerckhove e per me, laureata (e innamorata) della comunicazione, poter ascoltare quello che viene considerato universalmente l’erede intellettuale di Marshall McLuhan è stata un’emozione indescrivibile. Questa voce autorevole ma con un accento belga, prende spunto dal mito di Sisifo per inquadrare il tema del RESTART. E credo che sia il messaggio che anche io mi porterò come ricordo di questa giornata. Sisifo, condannato da Zeus a spingere un masso dalla base alla cima di un monte e, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte ed ogni volta, e per l’eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata senza mai riuscirci. Ma Sisifo, nell’istante in cui raggiungeva la cima del monte era felice del risultato e raccoglieva le forze necessarie a ricominciare, sempre.

33317279_205351706744617_3208497430907584512_o[1]Sette voci, come dicevo, sette modi di interpretare la “ripartenza”, il RESTART. Attraverso la filosofia, l’arte, la scienza, la comunicazione e la sociologia, pur con le differenze e le disabilità. Anzi, probabilmente, in una regione plurale come le Marche, le differenze e le peculiarità delle persone comuni sono la vera forza, il tessuto sui cui cucire rinnovati rapporti sociali e relazioni. Coraggio!