La Second Hand Economy vale l’1,2% del PIL italiano

L’acquisto di prodotti e oggetti di seconda mano non nasce con il digitale. Certo! Ma quando dai mercatini, la trattativa si è spostata online, ne hanno tratto beneficio tutti: compratori, venditori, curiosi e, perché no?, ambiente. Sì perché ci riempiamo la bocca di ecologia e di sostenibilità e poi buttiamo cose che potrebbero tranquillamente avere una seconda o una terza vita. Entrando nell’orbita della tanto citata economia circolare.

E poi, non parliamo di spiccioli! A svelarlo è infatti la quarta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da Doxa per Subito, la prima piattaforme italiane per comprare e vendere. Beh, Doxa stima che il valore dell’economia dell’usato è di 21 miliardi di euro, ben 1,2 % del PIL italiano con una crescita sull’anno precedente del 31%.

Apro una parentesi personale: soprattutto quando hai dei bimbi piccoli, ti rendi conto che il ciclo di vita di un prodotto, di un vestito, di un paio di scarpe è davvero ridotto. Ora, chi ha in mente di metter su una squadra di calcio può mettere tutto in soffitta e utilizzarlo poi, ma chi si ferma a 1 o al massimo 2 figli può mettere seggiolini, seggioline, attrezzi vari online. L’e-commerce, in fondo, è facile e utile per tutti.

Per approfondire il tema, clicca qui.

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L’e-commerce nel 2015

rapporto_ecommerce_2016Nonostante tutto, esce il Rapporto 2016 sull’e-commerce 2015 di Casaleggio Associati.

Il fatturato e-commerce italiano sfiora i 29 miliardi di Euro, con una crescita trainata soprattutto dai retailer esteri entrati in Italia con campagne pubblicitarie aggressive, oltre che da marketplace come Amazon.
Il mercato dell’editoria ritorna a crescere grazie a e-book e Kindle, e a film in streaming su Netflix o musica in download su iTunes e streaming su Spotify.

Parlavamo di Amazon, interessante approfondire il tema FOOD: mercato crescente online da parte di player internazionali ma opportunità non ancora colta dalla GDO, che potrebbe vedere come una minaccia alla stessa distribuzione tradizionale il modello di consegna in un’ora dall’acquisto.

Il rapporto è interamente scaricabile sul sito di Casaleggio Associati.

Cosa succede su Internet ogni 60 secondi?

10552[1]Lo avevamo già visto con un’immagine elaborata nel 2011, ma oggi è ancora più interessante sapere che, ad esempio, vengono aggiunte 14 nuove canzoni su Spotify e che Youtube non viene più monitorato a numero di video bensì a ore di registrazioni.

Sorprende anche vedere come ogni minuto vengono registrati, nel mondo, 70 nuovi domini (ma non ne erano rimasti pochissimi?).  Per non parlare poi di Walmart e delle sue diciassettemila transazioni.

L’infografica completa può essere scaricata QUI dal sito iDigitalTimes.

 

L’identikit degli e-shoppers di oggi

Risparmiatore o opportunista? Pigro o invece impulsivo? Content Square, società specializzata nell’ottimizzazione di siti web, ha presentato al Paris Retail Week uno studio sulle caratteristiche principali dei fruitori di e-commerce, analizzando oltre cento siti in sei Paesi europei. Quello che è emerso è stato classificato in sedici profili. E voi in quale vi ritrovate?

1- Il risparmiatore. Ben il 69% degli acquirenti è attratto anzitutto dal prezzo, ricerca codici promozionali e visualizza i prodotti in base al costo.

2- L’opportunista. Il 21% degli shopper visita i siti di e-commerce solo in determinati periodi e in concomitanza con saldi, festività e offerte speciali.

3- Il compratore. Gli appartenenti a questo profilo, che rappresenta quasi il 49% dei consumatori, tornano in media 10 volte sul sito prima di procedere all’acquisto, confrontando i prodotti con meticolosa attenzione.

4- Il frustrato. Il 6% degli internauti tende ad agitarsi durante la navigazione, interagendo compulsivamente con qualsiasi elemento della pagina web, comprese le foto non cliccabili.

5- L’intenditore. Il 20% degli shopper sanno subito ciò che vogliono e concludono l’acquisto con un tempo sette volte inferiore rispetto alla media, visitando un numero molto limitato di pagine.

6- L’angosciato. E’ un profilo molto diffuso in Germania e nel complesso contraddistingue l’11% del campione. Ha un costante bisogno di essere rassicurato in particolare rispetto ai metodi di pagamento e tende inoltre a leggere più volte le condizioni generai di vendita.

7- L’impulsivo. Più veloce dell’intenditore, acquista già la prima volta che visita il sito.

8- L’assonnato. Il 13% degli shopper resta sul sito tra i 30 minuti e le due ore prima di concludere un acquisto.

9- Il novizio. Il 9% non conosce il sito e dunque esita a lungo nel suo percorso.

10- L’ambasciatore. Una figura rara di internauta, attestata appena allo 0,5%, che si distingue per la costanza con cui condivide informazioni, rilascia like e scrive recensioni.

11- Il connesso. Circa il 9% degli intervistati apprezza di più la navigazione da dispositivi mobili.

12- Il fedele. A quota 15%, torna almeno cinque volte al mese sullo stesso sito di ecommerce.

13- Il frettoloso. Quasi uno shopper su cinque va dritto al sodo, restando su ogni pagina appena 40 secondi.

14- L’insoddisfatto. L’11% degli acquirenti rimangono in media due minuti su ogni pagina, ma ciò che trovano difficilmente li soddisfa.

15- Lo smarrito. Il 12% arriva al sito per puro caso e ci resta solo 20 secondi prima di lasciarlo.

16- Il pigro. Il 45% degli internauti è riluttante alla compilazione di campi e formulari, compresa la pagina di creazione dell’account.

Tratto da Foodweb.it

Nomination si fa social. Davvero.

Visto che ormai i social network sono parte integrante della nostra vita, perché non metterseli al polso? Ecco l’idea che ha avuto Nomination! Tanti coloratissimi e super estivi bracciali con tanto di hashtag e frase di accompagnamento.
Interessante modo di sfruttare una moda per crearne una. #cool

Per comprare i braccialetti: – e-store Nomination

Amazon diventa luxury?

Quando si parla di e-commerce, non si può non tenerlo in considerazione. Con i suoi 200 milioni di clienti, nel 2014 Amazon ha ottenuto un fatturato di 78,71 miliardi di euro con una crescita del 20% rispetto al 2013.
Ma come si posiziona il colosso delle vendite online in Europa? Accanto a disponibilità, prezzo e assortimento da oggi si aggiunge anche lusso. Amazon ha infatti sviluppato una pagina dedicata al mondo dei mobili e dell’arredamento di design di alta gamma. Il sito, che già distribuiva articoli per l’arredo casa, per questa boutique ha selezionato oggetti di tendenza prodotti da circa un centinaio di marchi tra i quali Alessi, Kartell, Driade.

L’e-commerce si fa più “mobile”

Tutti abbiamo un smartphone in mano, non in tasca! E navighiamo sempre più da dispositivi mobili (siano essi tablet o cellulari di ultima generazione). Ma quanti processi di acquisto vengono finalizzati? Ce ne parlano gli analisti della School of Management del Politecnico di Milano.

“Il mobile Commerce – inteso come il valore delle vendite al consumatore finale da parte dei merchant con operatività in Italia, mediante Mobile Site o Applicazioni per Smartphone – cresce in tripla cifra nel 2014 e, con un peso pari al 10% dell’eCommerce B2c, inizia a giocare un ruolo davvero importante.
La penetrazione e il tasso di crescita del canale Mobile in Italia sono superiori a quelli dei principali mercati internazionali, anche se, in termini assoluti, il mercato ha ancora dimensioni inferiori.
Nel corso dell’anno la crescita dell’offerta Mobile nell’Abbigliamento e nell’Informatica ed elettronica di consumo ha generato un incremento dell’incidenza delle vendite di prodotti. Il Mobile sta dimostrando di avere delle interessanti potenzialità non solo quando l’istante di acquisto conta ma anche per le vendite di prodotti o servizi il cui esito è completamente svincolato dallo specifico momento in cui vengono effettuate.
Se consideriamo congiuntamente le vendite dai nuovi device (Smartphone e Tablet) otteniamo un’incidenza percentuale sul totale eCommerce pari al 20% circa. Risultati molto incoraggianti, quindi, che confermano che Smartphone e Tablet sono ormai determinanti nell’estendere la fruizione di Internet.” 

I prossimi passi saranno dettati dalla lungimiranza dei merchant e dalla volontà dei marchi di investire in APP, siti usabili da mobile e, perché no?, sistemi di pagamento mobile friendly. Staremo a guardare.

E-COMMERCE: COME CAMBIA IL WEB MARKETING NEL 2015 (per Criteo)

“Il 2015 sarà un anno dinamico per il settore eCommerce dal momento che il comportamento di acquisto online del consumatore continua ad evolvere rapidamente. La crescita del tempo speso su dispositivi multipli obbliga i responsabili marketing a gestire le complessità legate alla targettizzazione dei consumatori”. – afferma Eric Eichmann, Presidente e COO di Criteo. – “Gli inserzionisti che avranno la lungimiranza di fare investimenti solidi in soluzioni come l’individuazione del target cross-device e lo sviluppo di siti e applicazioni ottimizzati per il mobile si troveranno nella posizione ideale per soddisfare le richieste dei clienti e generare vendite.”

Kiabi, deludente

Mi dispiace dirlo, ma non sono rimasta soddisfatta da KIABI.IT. Ho comprato con qualche remora (consegna garantita entro 15 giorni!) ma incuriosita dal catalogo davvero interessante e dai prezzi altamente competitivi.

Mi è arrivato il pacco (dopo due settimane di attesa). Beh, uno scatolone industriale e con abiti alla rinfusa anche piegati male e senza involucro. I capi poi, non mi sono piaciuti per niente… tolte alcune t-shirt per mia figlia di 10 mesi (semplicissime ma con stampe carine), il resto è davvero di bassissima qualità. E la vestibilità strana (un po’ “tedesca” come genere…).

Mi preparo a rimandare il pacco con i resi (a mie spese!).

 

Voto? 4

Da rifare? No

Me lo consegni nella mia auto, grazie!

Si lo so, una risposta del genere non ve l’aspettereste nemmeno da un senzatetto. E invece sembra essere la nuova frontiera della logistica del commercio elettronico.

La APP, perché parliamo di un’applicazione per smartphone, è stata sviluppata da Volvo Cars e si chiama Roam Delivery.

Lo scorso anno, spiega Volvo citando un’indagine di eConsultancy, il 60% delle persone che hanno acquistato online hanno avuto problemi con la consegna dei beni. La ricerca ha anche rivelato che oltre metà delle persone non sono a casa quando arrivano le consegne dei beni acquistati via internet, situazione che comporta perdite di tempo e nervosismo.

Come funziona? Semplice. Sei sempre in giro e il corriere non riesce mai a consegnarti il pacco acquistato online? Bene, con la consegna itinerante (roam delivery), gli utenti di auto Volvo potranno ricevere i loro acquisti online direttamente in auto, indipendentemente da dove si trovino, indicando al corriere appunto l’auto come luogo di consegna della merce, grazie alla tecnologia delle nuove chiavi digitali di Volvo.

Per maggiori informazioni:

– wireless4innovation.it